Internet tra clickbait, algoritmi e intelligenza artificiale
Questo mio sito aziendale, oltre a essere una vetrina per la mia attività da libero professionista, ospita anche un blog nel quale pubblico ogni mese un articolo legato al mio settore di riferimento.
I titoli, come in questo caso, possono sembrare sensazionalistici o costruiti apposta per attirare attenzione (e clic). In realtà hanno un intento satirico, ironico e a tratti polemico. Porto avanti infatti una sorta di missione personale: cercare di contrastare una visione ultra-capitalista e riduttiva del mondo di internet.
Indice dell'articolo
- Il fenomeno del clickbait
- Il web nascosto sotto i contenuti commerciali
- Il potere degli algoritmi
- La trasformazione dei social network
- Il dibattito sull'intelligenza artificiale
- Come utilizzo l'intelligenza artificiale
- Internet oggi
- Una piccola battaglia personale
Il fenomeno del clickbait
Gli articoli clickbait spopolano. Anche molte delle testate giornalistiche più importanti ormai lavorano più sui titoli che sul contenuto degli articoli stessi.
Il clickbait si concretizza quando, dopo aver cliccato su un titolo, non si trovano contenuti realmente pertinenti o che non soddisfano la curiosità che quel titolo aveva suscitato.
Quando succede su un piccolo sito può essere comprensibile — anche se non è bello — ma quando a farlo sono grandi testate?
Il web nascosto sotto i contenuti commerciali
È ormai lontano il tempo in cui ci si avvicinava al web per trovare qualcosa di diverso rispetto a ciò che si poteva reperire materialmente: informazioni, musica, video, fonti alternative e molto altro.
Tutto questo però non è scomparso. È ancora presente, ma spesso nascosto, coperto e sopraffatto da miliardi di contenuti commerciali.
Parlo di contenuti commerciali legali, diffusi dai più grandi colossi di internet, che hanno di fatto il potere di istruire, indirizzare, manovrare e perfino indottrinare.
Il potere degli algoritmi
L’esempio più evidente è quello di Google.
Più del 90% delle persone in Italia utilizza Google per effettuare ricerche su internet. Questo significa che se un giorno l’algoritmo impazzisse — o qualcuno ne prendesse il controllo — i risultati delle ricerche potrebbero influenzare la vita di milioni di persone.
Immagina di cercare una località e trovare informazioni sbagliate. Oppure cercare una notizia e trovarne una falsa. O ancora, previsioni meteo errate e molto altro.
Situazioni del genere potrebbero indirizzare concretamente le scelte di milioni di individui. Per fortuna non succede… vero? Sicuri?
Nel tempo ho portato avanti diversi studi sui risultati di ricerca di Google, sui criteri di selezione e sugli algoritmi — sviluppati con investimenti da milioni di dollari — che determinano quali risultati mostrare e quali invece no.
Ho visto siti passare da milioni di visitatori al giorno a poche decine nell’arco di 24 ore, senza un motivo apparente. O meglio: perché improvvisamente buone pratiche di gestione dei siti e dei contenuti, promosse dalla stessa Google, sono diventate fattori di penalizzazione.
La trasformazione dei social network
Per quanto l’eticità di colossi come Google e Meta sia continuamente sotto gli occhi di tutti, è evidente che siano mossi quasi esclusivamente da logiche economiche.
Basta pensare a Facebook: un tempo si scorreva la bacheca per vedere cosa pubblicavano i propri contatti, mentre oggi ci si ritrova soprattutto davanti a contenuti sponsorizzati o pagine che si finisce per seguire senza nemmeno rendersene conto.
Il dibattito sull'intelligenza artificiale
Molti scribacchini del web — e non solo — negli ultimi tempi riempiono pagine e memoria parlando della presunta pericolosità dell’intelligenza artificiale, ignorando completamente il contesto commerciale nel quale loro stessi cercano di inserirsi.
Io stesso guadagno tramite un servizio di Google con un mio sito e un canale YouTube. E difficilmente potrebbe essere altrimenti: le altre reti pubblicitarie sono limitate e pagano quasi nulla.
Non ho però perso di vista il mio obiettivo: fornire contenuti realmente utili per l’utente, autentici e verificati.
Purtroppo, però, questo oggi non basta più per la nuova faccia del web, rifatta dalla chirurgia estetica dell’intelligenza artificiale.
Come utilizzo l'intelligenza artificiale
Oggi cerco di utilizzare l’intelligenza artificiale come valore aggiunto: uno strumento per snellire e velocizzare alcuni processi, ma mai per sostituire creatività e iniziativa.
Si tratta di machine learning, cioè apprendimento automatico. L’IA è una macchina che apprende velocemente grandi quantità di informazioni, progettata per elaborare enormi flussi di dati e per interagire in diversi modi con gli input che riceve.
I limiti che oggi questa tecnologia presenta sono in gran parte imposti come misure di sicurezza.
Con un sistema di apprendimento di questo tipo, la vera questione non è tanto “cosa” si possa fare, ma “come” farlo.
Ed è proprio sul “come” che si investe e si studia, soprattutto quando entrano in gioco interessi enormi e capitali altrettanto grandi.
Internet oggi
Uno strumento potente come internet, che potrebbe diffondere istruzione, consapevolezza, condivisione e conoscenza, e che potrebbe azzerare distanze non solo geografiche, è stato progressivamente trasformato in un enorme contenitore di intrattenimento continuo.
E non è successo per caso: è tutto studiato.
Nel frattempo osservo centinaia di progetti validi, sinceri e onesti sprofondare proprio a causa della loro trasparenza, mentre cercano di rispettare regole che spesso vengono infrante dagli stessi soggetti che le impongono, con un unico obiettivo: il guadagno a ogni costo.
Una piccola battaglia personale
È una guerra, anche qui, sul web. Ma ognuno può fare la propria piccola parte.
Se vuoi sostenere un internet fatto per le persone, ti invito a visitare periodicamente:
E quando puoi, stacca anche da questi schermi e fai altro. Qualsiasi cosa.
